• Sarah Hu Castillo

SIALI

SIALI è un acronimo che sta per "Stay In Asia, Live Italian", uno slogan che riflette il desiderio dei cinesi d'imitare l'Italian lifestyle.


SIALI esiste in modo informale dal 2010, anno in cui ha iniziato ad operare come agenzia di mediazione culturale e di consulenza per il mercato cinese. Dal 2012 è diventata uno spazio propositivo e di interazione tra il mondo Italia e il mercato cinese. Nel 2013 ha visto la sua trasformazione da laboratorio di sperimentazione per probabili business model, ad azienda legalmente registrata in Taichung (Taiwan R.O.C).

SIALI svolge la propria attività imprenditoriale lungo alcune direttrici fondamentali: il Food, il Design, il Turismo, la Meccanica e la Cosmesi.


E' nostra convinzione che negli equilibri economici internazionali futuri, l'Italia continuerà ad avere un ruolo leader se punterà nella diffusione in Cina del suo know-how in questi settori. Per esempio, sempre più aziende nel mercato Great China (Hong Kong, Taiwan, Malesia, Singapore, Cina, Macao), vogliono fare un salto di qualità nella produzione, lanciare sul mercato prodotti non solo più economici, ma anche di stile e qualità. Tale esigenza è al momento soprattutto sentita in Taiwan, che vuole continuare a competere con l'ingombrante vicino, puntando su qualità e innovazione. Stile, originalità e qualità sono tutte caratteristiche che gli imprenditori cinesi sanno possono trovare nei designers italiani. SIALI attraverso la collaborazione con stimati designers italiani si propone di soddisfare questo bisogno che sta crescendo nel mercato cinese.


Per quanto riguarda l'Italian Food poi, sebbene sia possibile taroccare, a volte con ottimi risultati, un paio di occhiali D&G o una borsa Prada, risulta molto complesso, addirittura impossibile, taroccare un Barolo delle Langhe. L'agroalimentare sarà il futuro della nostra economia: i cinesi sono amanti del cibo in genere, e prediligono la nostra cucina a quella francese. La Cina rappresenta quindi un mercato sconfinato per i nostri prodotti agroalimentari di alta qualità. Peccato che, al momento, molto di ciò che viene venduto in Cina come prodotti italiani, sono in realtà prodotti alimentari americani "Italian Sounding": Parmesan Cheese, Italian Salami, Italian Seasonings, ecc... Per riappropriarci di questo mercato, occorre puntare sull'efficacie promozione del nostro territorio e dei nostri prodotti.

SIALI attraverso la collaborazione di esperti chef italiani, organizza eventi per la promozione dei nostri brand agroalimentari sul mercato Great China, e offre consulenza ai ristoratori cinesi per rendere autentica la cucina italiana proposta nei loro ristoranti.


In ultimo, secondo diversi stimati economisti, la Cina tra il 2015 e il 2030 realizzerà il sorpasso completo e definitivo sugli USA su tutti i fronti: economico, politico e militare. Saranno quindi i prossimi ventanni un periodo di costante transizione, in cui si creeranno nuovi equilibri e si presenteranno nuove opportunità.

E' sempre in costante e forte aumento nei mercati della Great China (Cina, Taiwan, Macao, Hong Kong, Singapore, Malesia), la domanda per i nostri prodotti di moda, per i nostri prodotti agroalimentari, per il nostro design, ecc...in poche parole per il nostro life-style. Cresce nei cinesi la voglia di uno o più viaggi in Italia, il desiderio di un periodo di studi di formazione nel nostro Paese nei settori della moda, dell'industrial design e dell'arte culinaria. Tutte queste sono opportunità che non possiamo non sfruttare!​


MISSION

Per fronteggiare l'acuta crisi economica europea, sempre più aziende italiane vogliono affacciarsi al mercato del Sud-Est Asiatico. Mentre in passato erano solo le grandi aziende a cercare fornitori e buyers qui in Cina, ora un numero sempre maggiore di piccole-medie imprese decide di affrontare lunghe distanze per dare un futuro al proprio business. E' davvero lodevole lo spirito di intrapendenza di questi piccoli imprenditori, uno spirito combattivo e ottimista che da sempre è la cifra dell'imprenditore italiano, soprattutto veneto e lombardo.


Purtroppo però, per chi è da sempre abituato a vendere e comprare perlopiù all'interno del mercato nazionale, è alquanto difficile proporre i propri prodotti all'estero e creare delle relazioni di collaborazione con partner stranieri. La cosa diventa ancora più ardua se si tratta di partner cinesi che hanno una lingua e una cultura distante anni luce dalla nostra. Come risultato, per molti imprenditori intrapendenti e coraggiosi, affacciarsi sul mercato asiatico si traduce in un bagno di sangue: qui in Oriente invece di trovare nuovi input per il proprio business, finiscono per ricevere il colpo di grazia.


In occasione delle fiere di settore ho incontrato molti imprenditori italiani che hanno investito nella trasferta o addirittura anche nello stand in fiera, ma che hanno raccolto molto meno di quanto volevano o sarebbe stato oggettivamente possibile realizzare, o che addirittura hanno fatto un clamoroso buco nell'acqua. La ragione unica e basilare di tali flop è che una piccola-media impresa solitamente all'interno del suo staff non ha del personale adeguatamente preparato e qualificato per aggredire il mercato straniero. La nostra mission pertanto è mettere le intrapendenti aziende italiane che vogliono entrare nel mercato cinese nelle migliori condizioni per ottenere i risultati sperati. La nostra conoscenza della cultura e del mercato cinese, oltre ai contatti maturati sul territorio, possono essere un ottimo canale per indirizzare gli sforzi dell'imprenditore italiano, evitando inutili sprechi di denaro, tempo ed energie. Pianificando insieme una strategia e un piano d'azione attraverso cui intercettare nuovi clienti o fornitori qui nella Great China (Cina, Taiwan, Hong Kong, Macao, Singapore, Malesia), si potranno realizzare risultati magari adesso nemmeno immaginati. Il segreto sta nel capire insieme quali potrebbero essere i punti di forza della Vostra azienda sul mercato cinese e quali sono i metodi migliori per farli emergere. Bisogna inoltre capire e assimilare alcune nozioni sulla cultura, sul modo di ragionare, di gestire relazioni interpersonali e di fare business dei cinesi.


VISSION

Stiamo vivendo un periodo di grandi cambiamenti. Si tratta in primo luogo di cambiamenti economici che provocano dissestamenti sociali, che poi danno origine a slittamenti politici e per ultimo militari. La maggioranza di noi che non può far altro che subire tali cambiamenti, può decidere se esserne spettatore passivo, o attore protagonista. Per spiegarci meglio prendiamo spunto da un'analisi lessicale di una parola cinese...


In cinese la parola "crisi" si indica con un bisillabico composto dai caratteri 危 "wei" e 機 "ji", che rispettivamente significano "pericolo" e "opportunità". Secondo i cinesi, ogniqualvolta si viene a creare una crisi economica con conseguente instabilità sociale, seppure si tratti di una fase di estrema emergenza e pericolo, presenta comunque delle inaspettate e irripetibili opportunità. Sta a noi decidere se starcene passivamente a lamentarci e aspettare fatalmente il declino, o se diventare attori attivi e sfruttare le opportunità create dalla crisi per trarne un vantaggio. E' in questi momenti che, come sosteneva Darwin, si opera una sorta di selezione sociale, dove sopravvive non il migliore ma chi è più disposto ed abile ad adattarsi.Nell'epoca della "modernità liquida", secondo Bauman sopravvive chi è più flessibile, e riesce a trovare soluzioni che vanno oltre l'abitudinarietà e la consuetudine.


Crediamo quindi, che invece di lamentarsi della concorrenza spietata delle economie emergenti, i famosi BRICS, sia invece più arguto capire come avvantaggiarsi della crescita di questi mercati, come far sì che la crescita del loro PIL diventi anche un'opportunità di crescita per il nostro business. Piuttosto che inventare nuovi sistemi di lavoro e produzione, occorre invece ripensare il nostro ruolo, la nostra dimensione, la nostra posizione nel mondo. E' nostra convinzione che le aziende italiane non debbano più produrre ed esportare prodotti, devono invece attrezzarsi per continuare a produrre sempre idee migliori e concept originali, e capire come esportarli e monetizzarli nelle economie emergenti. In poche parole, il nostro futuro sta nello sviluppo e nella trasmissione del know-how.

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